Ho alle spalle oltre 12 anni di analisi cromatica. Effettuata su centinaia di clienti. Ma in questi ultimi anni, in concomitanza con la rapida diffusione di tante persone che offrono servizi di analisi cromatica, cominciano emergere alcune lacune nell’approccio di certi metodi, talvolta troppo semplicistici, o nella superficialità o rigidità con cui le palette risultanti vengono interpretate.
Mi è capitato infatti svariate volte di essere contattata da persone (sia donne che uomini) ’disorientate’ dopo aver usufruito di un’analisi cromatica fatta da altri professionisti.
Perché questo smarrimento?
Principalmente perché non si ritrovavano nella TIPOLOGIA CROMATICA (o la ‘stagione’ di appartenenza, come in uno dei sistemi di analisi cromatica più diffusi al mondo) che era stata loro assegnata.
In più di un caso, la consulente aveva solo insistito sul fatto che quei colori andavano comunque indossati, a prescindere dal gusto e dalle abitudini del cliente, senza cercare di trovare un compromesso.
Addirittura un manager, si era ritrovato tutto un guardaroba fatto di marroni e verdoni solo perché era risultato ‘tipologia autunno’. E quando andava a tenere i suoi speech sembrava vestito da studente. Ovviamente aveva capito che qualcosa non funzionava nell’immagine che proiettava. Si è rivolto a me, e insieme abbiamo un po’ modificato il modo in cui poteva interpretare la sua palette, per poter sostenere il suo messaggio professionale adeguatamente.
Un altro motivo di perplessità di alcune persone che si sono rivolte a me era la QUANTITA’ DI SFUMATURE nella palette che era stata loro consegnata da un altro consulente.
In alcuni casi perché la palette aveva troppe sfumature e la cliente era frastornata e non sapeva quali colori cominciare ad acquistare.
In altri casi perché la palette ne forniva troppo pochi, e quindi la cliente non si sentiva abbastanza a suo agio.
.
La verità è che la PALETTE IDEALE NON ESISTE.

Perché ogni palette che rientra in un sistema per classificazioni, per quanto accurata, deve comunque essere letta, interpretata e discussa con OGNI singola/o cliente.
Perché ogni singola/o cliente ha un suo gusto personale, un suo stile, suoi pregiudizi rispetto a certi colori o a certe sfumature, suoi timori o limitazioni dati dal contesto in cui vive. O dalla poca attitudine ad integrare colori nuovi nel proprio guardaroba, o la difficoltà a riconoscere con precisione le singole sfumature (aspetto della fisiologia dell’occhio non banale).
.
Perché sì, bisogna mettere in campo ALTRE COMPETENZE.
Che non sono più di tipo tecnico (come l’analisi cromatica), ma sono di tipo SOFT (empatia, ascolto, creatività, flessibilità, equilibrio). Per aiutare davvero ad evolvere nella percezione del proprio potenziale immagine e nel proprio stile.
Un vero consulente d’immagine non può essere solo un tecnico (per quanto bravo).
.
E chi fa questo lavoro come me lo sa: il tema del colore può affascinare e divertire se trattato con leggerezza.
Ma se questi argomenti devono calarsi nel quotidiano di una persona, toccando anche indirettamente aspetti più intimi della stessa, capisci subito che davanti ad una palette devi fare i conti con svariate cose. Tra cui il suo stato d’animo, il carattere, il gusto e gli obiettivi del/la cliente.
.
Insomma, in una palette che mostri alla tua cliente puoi avere pochi colori come tanti colori. Puoi esserci arrivata con un metodo piuttosto che un altro.
Sicuramente devi essere tecnicamente competente per arrivare ad una diagnosi.
Dopodiché la differenza la fai con la NARRAZIONE delle sue sfumature, come gliele fai vivere concettualmente, come poi l’ aiuti a declinarle da un punto di vista PRATICO.
Ad esempio:
- Quali colori della sua palette si prestano ad essere indossati dalla testa ai piedi? Come conciliarli con la sua forma corporea o il suo stile personale?
- Come aiutarla ad evadere dal nero senza toglierle le sue sicurezze?
- Come scegliere dalla sua palette le sfumature che la aiutano a veicolare un messaggio piu soft, piu assertivo, piu raffinato, piu leggero, a seconda del suo stato d’animo o delle intenzioni comunicative?
- Come selezionare i colori per i suoi capelli ed il suo make up senza creare una massa pesante di colori consonanti anziché il giusto equilibrio sul suo viso?
- Come aiutarla a provare nuove sfumature senza metterla in difficoltà
- Come aiutarla a indossare anche alcuni colori tecnicamente ‘sbagliati’ per lei ma che lei ama e che possono avere una ragione di rimanere nel suo guardaroba (sì, questo ogni tanto è possibile)?
- Come aiutarla a trovare nella moda colori compatibili quando hai in mano una palette di colori che non è in tendenza e ha poca offerta commerciale?
Perché il/la cliente deve avere la percezione del vero beneficio di un test cromatico nella sua vita e nelle sue relazioni, una volta svanita la curiosità e l’emozione del momento.
TI E’ PIACIUTO QUESTO POST? CONDIVIDILO SUI SOCIAL CLICCANDO I BOTTONI QUI SOTTO!







